BIO

Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni.

So per certo che c’era il mare, là dove sono nata. Non perché io lo ricordi in quei giorni o nei primi anni della mia vita, no. Sono stata portata via troppo presto perché divenisse un ricordo imponente. Ma quel che è certo è che mi diede l’imprinting: acqua. Acqua di un mare poco noto, schiva. Acqua limpida, cocciuta, indecisa. Solitaria acqua.

Cresco nell’hinterland milanese, cambio quattro case nei dintorni e poi, ancora una volta vado via, adesso più lontano. Succede attorno ai miei primi venti anni. Via verso le Alpi, richiamata ancora dall’acqua, di un lago questa volta. Sono ancora qui, vivo a Lugano.

Dopo studi tecnici e approfondimenti informatici, nei miei secondi venti anni mi sono occupata di web design e fotografia, con una dichiarata passione per il fotoritocco e il restauro di immagini. Al momento gestisco anche un piccolo shop online di artigianato giapponese: bambole in legno. Già. Si chiamano Kokeshi e alle nostre latitudini sono ancora sconosciute… Ma questa è un’altra storia (e si dovrà raccontare unaltra volta… cit.).

E in tutto questo caos che è la mia vita, fatta di cambi di direzione, scoperte, cadute e impennate c’è una sola cosa che è rimasta costante, vicina come un’amica fidata, quasi meglio della coscienza: i libri.

Li portava il babbo all’inizio. Ne portava tanti: scarti di legatoria, resti di magazzino, piccoli volumi con difetti che io nemmeno vedevo.

Faceva il tipografo, il babbo, in una immensa azienda, e ogni settimana raccoglieva e portava a casa i libri che venivano scartati. Avevano il profumo intenso della carta appena stampata, qualcuno ancora tiepido di colla da rilegatura. Lo ricordo bene. Mi ci portava ogni tanto, là dove lavorava. Sino a che finii per lavorarci anche io, qualche settimana in estate, qualche giorno verso Natale, per raccogliere abbastanza soldini per la prima vacanza da sola.

In legatoria” mi disse. “Solo per poco, ma vedrai che lì ti piacerà”. E mi piaceva un sacco davvero.

E non che fosse facilissimo, eh. I turni, il motorino al freddo, le ore in piedi senza sosta, le mani tutte tagliuzzate da mille e mille pagine impilate. Eppure.

Sono andata avanti nella mia vita avendoli sempre accanto, i libri. Come distrazione, per diletto, compagnia oppure evasione. Ne ho regalati tanti, molti li ho persi e altri li ho venduti, come succede a chiunque, suppongo. E, purtroppo, alcuni li ho anche dimenticati, qui dentro. Persi via assieme agli anni passati.

Così, adesso che il tempo è un po’ più calmo e la memoria più cosciente, ho deciso di lasciare in questo posto le mie riflessioni. Senza pretese, solo piccoli racconti che nascono dall’esperienza di lettura.

Un po’ per me stessa, un po’ per mia figlia, un po’ per chi nella vita potrà cercare o perdere ogni riferimento ma saprà sempre ritrovarsi in un libro.

Katya