Recensione: Sette brevi lezioni di fisica

Sette brevi lezioni di fisica

di Carlo Rovelli

Lo so, lo so, tutti coloro che hanno letto “Sette brevi lezioni di fisica”, digiuni o quasi di ogni nozione in materia, lo hanno trovato semplice e piacevole ma io ho voluto mantenere qualche riserva. Sino alle prime quattro o cinque righe dove ho compreso quanto sarebbe stato piacevole l’approccio a questa materia per me pressoché sconosciuta. Si comprende immediatamente che Carlo Rovelli non è solo un fisico (e ricercatore, e scrittore) ma è anche un insegnante, di quelli capaci di incantare mentre spiegano la materia che amano, capaci di trasmettere con leggerezza, ironia e nitida passione anche concetti  ampi e  articolati.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: La bella Cassandra

La bella Cassandra

di Jane Austen

Che Jane Austen avesse un delizioso senso dell’umorismo è chiaro a chiunque abbia letto almeno una sua opera ma in questo volumetto, che raccoglie storie e bozze scritte tra il 1787 e il 1793 per deliziare la propria famiglia e ridere delle convenzioni dell’epoca, si coglie davvero tutta l’ironia di cui era capace. Una piccola perla da recuperare assolutamente per gli amanti della Austen da leggere in una pausa che lascia il sorriso sulle labbra.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Ventiquattr’ore nella vita di una donna

Ventiquattr’ore nella vita di una donna

di Stefan Zweig

Sino a che punto ci si può spingere per seguire una persona sconosciuta, la propria e l’altrui follia mettendo in discussione valori, affetti e morale?
In “Ventiquattr’ore nella vita di una donna” Zweig ci trascina in un vortice di sentimenti, di imprevisti, atti coraggiosi e immense umane debolezze che cambieranno per sempre la vita della protagonista. Perché si può programmare anche la più spettacolare delle giornate ma non si può programmare l’istinto.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il club delle lettere segrete

Il club delle lettere segrete mi ha ricordato, chissà poi perché, La tredicesima storia, della Setterfield. Eppure non ci sono molti punti in comune se non quello che per entrambe le storie si riesce vividamente a respirarne l’aria delle quali sono intrise: quella dei boschi, delle pietre, dei  piccoli paesi con le case calde e vissute e anche abbandonate. L’aria della pioggia e quella dei libri. E della poesia, che accomuna inconsapevolmente i personaggi che in questo libro si ritrovano, tra loro e in primo luogo con se  stessi. Ma soprattutto, questa storia parla di lettere e come attraverso esse si riesca a parlare davvero di tutto.        >> CONTINUA A LEGGERE