Recensione: Nel cuore della notte

Nel cuore della notte

di Marco Rossari

Me lo ricordo quel periodo, attorno ai 18 anni, in cui avevo registrato su un’audiocassetta i dialoghi di un intero film. Riesco ancora a sentirli, i toni di voce, alcune battute, le sensazioni provate.

Anche il poeta protagonista del romanzo “Nel cuore della notte“, scritto da un magistrale Marco Rossari, fa lo stesso. Passa notti e notti ad ascoltare, non un intero film, ma una parte di esso, un dialogo preciso. È tratto da “Paris, Texas” di Wim Wenders.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: La scomparsa di Josef Mengele

La scomparsa di Josef Mengele

di Olivier Guez

“Ho fatto solo il mio dovere”. Il medico nazista Josef Mengele ripete questa frase con ossessione. La ripete a se stesso, a chiunque punti il dito verso di lui accusandolo di omicidio e la ripete a suo figlio, quando speranzoso cerca negli occhi del padre un barlume di pentimento.

La ripete perché non capisce cosa ci sia di sbagliato in quello che ha fatto, in ciò che lui è stato. Un uomo colto e distinto, medico e antropologo, che si è messo al servizio del mondo intero ad Auschwitz.        >> CONTINUA A LEGGERE

25 maggio: Happy towel day!

Happy towel day!

Dear Readers, è possibile che oggi, 25 maggio, vi imbattiate in foto improbabili di persone più o meno conosciute che posano sorridenti esibendo un asciugamano. Si, proprio un asciugamano.

E non stiamo parlando di personcine di poco conto che sfogano la loro frustrazione pubblicando immagini di dubbio gusto! Anzi! Sono certamente amabili creature che desiderano omaggiare una fighissima serie fantascientifica di libri e il loro cosmico autore: sto parlando della “Guida Galattica per gli autostoppisti” di Douglas Adams       >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il mio Salinger

Il mio Salinger

Di Valentina Grande e Eva Rossetti

Oh, se potesse la mia curiosità essere così fievole come quella di Jerome David Salinger, quanti dolori e quanti guai mi sarei risparmiata! Lui che dopo venticinque anni ricevette una lettera dalla sua prima moglie e cosa fece? La strappò! La strappò senza nemmeno leggerla.Perché quando io chiudo con una persona, lo faccio per sempredisse davanti alla figlia incredula.

Quella lettera apparteneva a colei che conobbe durante la guerra, Sylvia Welter, che del loro matrimonio durato ben otto mesi non ne fece mai parola con nessuno. Dal canto suo, Salinger, ne rivelò l’esistenza solo alla sua futura famiglia e ne lasciò qualche traccia in alcuni dei suoi racconti meno noti (come “The inverted forest”, “La foresta capovolta”, apparso sul numero di Cosmopolitan del dicembre 1947).        >> CONTINUA A LEGGERE

Libri su YouTube? Vi presento dieci BookTuber da non perdere

Dieci BookTuber da non perdere

 Dear Readers,
in questa pagina desidero farvi conoscere alcuni BookTuber italiani che seguo e che ritengo essere tra i più interessanti del tubo. Ho volutamente omesso i nomi più noti per lasciare spazio a loro che, a mio parere, lo diventeranno presto.

Ognuno con i propri gusti letterari e le proprie preferenze espone le letture fatte con grande (e contagioso) entusiasmo oltre a uno spiccato senso critico. Fidatevi, date un’occhiata, troverete recensioni, monografie, novità sulle prossime uscite, rubriche mirate a far conoscere piccole case editrici ed autori emergentiVale la pena sbirciare, no? Ve li presento:        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Le parole per dirlo

Le parole per dirlo

Di Marie Cardinal

Io sono una figlia, ovviamente. E sono anche una mamma. Lo so, non è un evento raro ed esclusivo, ma mi sono resa conto che tale duplicità d’essere, ciò che poteva succedermi come figlia o ciò che avrei potuto causare da madre, mi ha permesso di entrare in una sorta di rispettosa empatia con Marie Cardinal, autrice e protagonista di questo libro nel quale racconta e sviscera il suo lungo percorso di analisi.

Un percorso che ha dovuto e voluto intraprendere per riappropriarsi della sua vita, violentata dalle idee di una madre che l’ha sempre fatta sentire in difetto, sempre sporca e inadeguata, peccatrice indesiderata, sia da bambina che da donna. Una madre succube di una religione instillata e ovvia, abbracciata poi come scudo, come scusa, come salvezza e anche come facciata per il ruolo sociale che è stata chiamata a ricoprire dalla sua benestante famiglia. Una donna sofferente che non ha potuto cambiar rotta quando avrebbe voluto, separata da un marito che ha modificato per sempre il futuro di una famiglia a causa di parole non dette. Una madre che non voleva che tutto andasse cosi e che se la prende con colei che incarna egregiamente tutti i suoi errori, sino a volerla distruggere. Quella figlia che doveva essere un’altra.        >> CONTINUA A LEGGERE

Come compongo la mia TBR mensile

Come compongo la mia TBR mensile

Intanto diciamo che una cosa è comporla ben benino, questa mia TBR mensile (TBR sta per To Be Read ovvero lista di libri da leggere) e un conto è seguirla e segnare tutti i libri listati come letti. Ma io parto sempre piena di buoni propositi, anche in questi frangenti.

Ma di grazia, perché fare una lista di libri da leggere in un mese quando si può andare a “sentimento”?“        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Parlarne tra amici

Parlarne tra amici

Di Sally Rooney

“Mi è piaciuto”, mi sono detta appena ho finito il libro. “Si si, mi è piaciuto questo “Parlarne tra amici”, non capisco perché la Roby non ne sia entusiasta. Ora metto giù una bella recensione chiara, lineare e le faccio cambiare idea”. Prendo i micro appunti scritti nel microquadernodalettura, apro il notepad sul notebook e comincio a trascriverli. E cancello. Scrivo e cancello. Si contraddicono. Continuamente.
“Questo libro è un gran caos”, penso.

E in effetti, Parlarne tra amici, di Sally Rooney, è un gran trambusto. Di emozioni, di sentimenti contrastanti e contraddetti, di orientamenti sessuali dai contorni sfumati, scoperti, taciuti e poi rivalsi, di scelte non fatte oppure fatte ad minchiam (si può dire regia?). Un caos che rispecchia quello interiore tipico dell’età delle due protagoniste, Frances e Bobbi, universitarie poco più che ventenni molto alle prese con le prime storie importanti della loro vita e troppo poco alle prese con le decisioni necessarie a salvaguardarle. Cosa che io a quell’età invece ho fatto benissimo…        >> CONTINUA A LEGGERE