Il grido del gabbiano

Il grido del gabbiano

Di Emmanuelle Laborit

Il grido del gabbiano” è la storia raccontata in prima persona da Emmanuelle Laborit. La storia di una fanciulla cocciuta, di un’adolescente scatenata, di una donna divenuta un’affermata e premiata attrice teatrale ma soprattutto la storia di una persona nata sordomuta nella Francia del 1971. Praticamente ieri.

Ci sono due cose in particolare che mi hanno colpito di questa sua vicenda e che ignoravo completamente. Una riguarda il divieto categorico di utilizzare la LSF (linguaggio dei segni francese) nelle scuole elementari del posto destinate alla formazione di persone non udenti. Vigeva invece l’obbligo per tutto il corpo docenti di insegnare i suoni attraverso la lettura labiale e la sistematica ripetizione. Pare subito assurdo chiedere di ripetere un suono che non si è mai sentito… eppure. Mani dietro la schiena e forza, porre le labbra in modo corretto per emettere suoni comprensibili (agli udenti). Eggià. Straziante, degratante, improduttivo e frustrante. Era quasi considerato un male passeggero, la sordità, che a forza di tentativi sarebbe svanita. Non solo esigendo dai bambini un risultato pressoché impossibile da ottenere e assolutamente inutile alla loro crescita ma trattandoli come una minoranza che deve adeguarsi al resto del mondo. Non con mezzi propri ma con quelli che il resto del mondo, quello “non guasto”, ritiene idonei. Ecco questo mi ha lasciata basita.        >> CONTINUA A LEGGERE

Il suono del mondo a memoria

Il suono del mondo a memoria

Di Giacomo Bevilacqua

Un graphic novel commovente, lirico, che seguendo il protagonista in una sfida atipica nella caotica New York affronta la riabilitazione di un’anima dopo un tragico evento. Uno di quegli eventi che alla fine capita a tutti, di quei fatti che prima dei trenta se sei fortunato non ci fai caso, ancora fasciato nell’alone di immortalità adolescenziale, ma che dopo i quaranta ti si materializzano fissi e concreti davanti come i cartelli delle indicazioni stradali.

Una storia in mirabile equilibrio tra il surreale e il necessario, tra il presente e un passato che è tutto tranne che passato, tra la ragione e l’indispensabile irrazionalità. Sam fugge da un posto per ritrovarsi uguale in un altro quando scopre di aver perso irrimediabilmente qualcosa senza riuscire a capire come, senza poter mettere a fuoco quando. Troverà le risposte davanti a un quadro, nella pace ovattata di un luogo sicuro e pieno zeppo di tempo.        >> CONTINUA A LEGGERE

Racconto d’autunno

Racconto d’autunno

Di Tommaso Landolfi

Racconto d’autunno“, scritto nel 1946, è un breve romanzo dallo stile gotico-romantico che non risparmia al lettore scene di crudeltà e di tensione accuratamente bilanciate da atti di grande umanità. Un racconto per certi versi agghiacciante ma fortemente introspettivo nel quale Landolfi, seguendo il percorso del protagonista, un soldato fuggitivo alla ricerca di un riparo, ci porta dalla cima di una montagna sino al fondo di una misteriosa segreta, dalla valutazione per apparenza a quella per esperienza, dall’esterno all’interno, dalla sostanza all’essenza.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: L’invenzione occasionale

L’invenzione occasionale

Di Elena Ferrante

Ricordo, un paio di anni fa, il momento in cui mi sono affacciata al mondo de “L’amica geniale“, serie nota dell’autrice. Poco dopo, ma alla finestra, si è affacciato il libro stesso, attraversandola vigoroso e diringendosi ai piani inferiori, in seguito a tentativi di lettura mai conclusi.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Lolita

Lolita

Di Vladimir Nabokov

Questa non sarà una vera e propria “recensione” del libro, mi sento veramente piccola e inadeguata davanti a uno scritto di tale portata (quindi sì, mi è piaciuto e non lo scorderò mai più) di cui mezzo mondo di lettori ha già parlato e l’altra lo farà quasi certamente, in un modo o nell’altro. Né tantomeno parlerò dello stile di scrittura dell’autore perché mi verrebbe solo da dire una banalissima cosa tipo: “superlativo Nabokov” che credo sia utile quanto un segnalibro d’acqua. E poco utile è anche sottolineare quanto sia stato inoltre capace di caratterizzare i personaggi principali, vividi davanti agli occhi sin dall’inizio, da quel famoso incipit, un pennello che inizia a dipingere.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il macellaio

Il macellaio

Di Sándor Márai

La prima cosa che ho detto appena chiuso il libro è stata “ci si abitua a tutto“. E io stessa vorrei dire “ma che razza di frase retorica è questa” e invece no, non lo è purtroppo, è esattamente così, nessuna retorica. Ci si abitua a tutto. A volte per scelta, nella maggior parte dei casi per necessità.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Flatlandia

Flatlandia

Di Edwin Abbott Abbott

Flatlandia, romanzo fantastico-fantascientifico scritto nel 1984 Edwin Abbott Abbott è un libro a tratti geniale, visionario e anticipatore dei più moderni dibattiti sulla Quarta dimensione e forse proprio per questo “riscoperto e apprezzato dopo la divulgazione della teoria della relatività di Einstein“.        >> CONTINUA A LEGGERE

La storia nella storia: Mistero nella casa di bambole

Mistero nella casa di bambole

Vita Sackville-West

Questa penso sia proprio una bella storia.

Pochi giorni fa, attratta da una meravigliosa copertina e certamente anche dal titolo, ho avuto il piacere di leggere un vivace racconto di Vita Sackville-West che narra le abitudini di uno spirito singolare ospite di una casa davvero incredibile. Ma non è solo del (bellissimo) libro che questa volta voglio annotare qui, bensì del racconto stesso che ha una sua nascita, una sua storia personale.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Addio fantasmi

Addio fantasmi

Di Nadia Terranova

Ida Laquidara è una donna sposata ormai. Una donna con dentro un’altra donna, la bambina che è dovuta crescere troppo in fretta a tredici anni, rimasta incastrata tra una madre disorientata, responsabilità illogiche e l’apatia di un padre corroso dalla depressione. La bambina che non ha mai smesso di chiedersi che cosa sarebbe dovuta essere perché lui non l’abbandonasse, non se ne andasse senza spiegazioni e perché una volta almeno non l’avesse voluta cercare.        >> CONTINUA A LEGGERE