Recensione: Il club degli uomini

Il club degli uomini

di Leonard Michaels

Sarò molto breve in questa recensione. Breve come questo libro, Il club degli uomini, di Leonard Michaels, che in poco più di cento pagine narra di un incontro serale tra sette uomini, quasi sconosciuti, che diventa rapidamente un delirio incontrollato. Breve perché dopo averlo letto tutto d’un fiato con indubbio interesse, dopo aver sorriso e curiosato nelle vite di questi sette uomini, in mano non mi è rimasto granché.

Certo, riconosco l’enorme capacità di Michaels di interessare il lettore, mi piace la sua scrittura pulita, sintetica, essenziale. E gli riconosco anche la capacità di saper fare un romanzo con comuni e quotidiani spunti.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Come un giovane uomo

Come un giovane uomo

di Carlo Carabba

Esiste un modo consono, un modo logico, uno più o meno educato, di reagire quando si apprende la morte di una persona cara? E cosa ci succede, dentro, se inaspettatamente e quasi contro il nostro volere, non riusciamo a comportarci nel modo che gli usi, le consuetudini e la coscienza richiedono in queste circostanze? Per quanto tempo il senso di colpa può giudicarci?

Come un giovane uomo è un romanzo autobiografico nel quale Carlo Carabba, con l’uso di una scrittura estremamente ricca, rivive e analizza con lucida autocritica le sue reazioni alla notizia di un’amica entrata in coma. Una notizia che apprende lo stesso giorno in cui, dopo lunghi anni di attesa, finalmente a Roma cade di nuovo la neve. Giorno che per tale avvenimento soltanto avrebbe voluto ricordare ma che invece lo porta a fare scelte sulle quali non smetterà più di riflettere, di ritornare, di mettere in dubbio e rivalutare.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Residenza Arcadia

Residenza Arcadia

di Daniel Cuello

Non è mia abitudine pubblicare il parere di un testo appena terminata la lettura, preferisco lasciar decantare emozioni, valutare reazioni. Ma questo graphic novel io ve lo voglio consigliare proprio così, a caldo, col cuore che batte ancora e gli occhi pieni della matita, e dei colori, di Daniel Cuello: Residenza Arcadia.

Tenero e crudo assieme, solennemente ironico, incavolato, vero, verissimo. Tante vite silenziose, tante vite spesse, solitarie “un microcosmo che pullula di emozioni taciute”, come riporta la quarta. Tante vite che ogni giorno affrontano il presente con grande passione e sospirano il futuro, non sapendo quanto ancora ne resta per loro. Esilaranti dinamiche di condominio si alternano a momenti malinconici, finestre su un passato che ancora si impone e che vuole essere ricordato, costi quel che costi, infrangendosi anche nel gap generazionale.
        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il senso delle cose

Il senso delle cose

di Richard P. Feynman

Sono in dubbio, sapete? E credo che al Feynman de “Il senso delle cose” non spiacerebbe poi molto questo mio titubante inizio. Poiché è proprio il dubbio, l’incertezza, il fil rouge degli argomenti trattati in questo libro. In “Il senso delle cose” sono raccolti i testi di tre conferenze che il Premio Nobel per la fisica Richard P. Feynman tenne all’Università di Washington nel 1963 e durante le quali discusse della natura della scienza, del rapporto tra scienza e religione e del rapporto tra scienza e politica.

Scienza e certezza

Ma, dicevo, sono in dubbio su quale possa essere, a conti fatti, il mio giudizio globale su questo libro da cui mi aspettavo tanta buona scienza ma dove in realtà, di scienza, ce n’è ben poca. Ad ogni buon modo, ho amato ogni parte del testo nel quale Feynman spiega, con quel suo modo affabile e spontaneo, perché ritenga il dubbio l’approccio fondamentale per il progresso scientifico. Esorta fisici e scienziati a considerare l’incertezza non come un concetto da temere ma come una leva per migliorarsi. E ci ricorda come un tempo mettere in discussione una nozione ormai assodata fosse difficile ed oltremodo estremamente pericoloso.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: The inverted forest – La foresta capovolta

The inverted forest

di Jerome David Salinger

“The inverted forest” (La foresta capovolta) è stato uno dei primi racconti, se non proprio il primo, che Salinger scrisse al suo rientro negli USA dopo la seconda guerra mondiale. il titolo si rifà probabilmente alla foresta di Hürtgen.

Fu pubblicato da Cosmopolitan in uno speciale inserto allegato al numero di dicembre 1947 e vedremo qualche riga più in giù come fu accolto dal pubblico del tempo.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Io sono Una

Io sono Una

di Una

“La prima volta non si scorda mai”. Si dice così, giusto?

Certo che non si scorda mai. Soprattutto se a decidere quando deve essere, la tua prima volta, non sei tu. Allora non te la scordi proprio, anzi. La rivivi nella testa mille e mille volte convincendoti che forse doveva andare così o, al limite, che devi avere qualcosa che non quadra, perché alle altre persone, ti dici, a quelle perbene, mica succedono certe cose.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Nel cuore della notte

Nel cuore della notte

di Marco Rossari

Me lo ricordo quel periodo, attorno ai 18 anni, in cui avevo registrato su un’audiocassetta i dialoghi di un intero film. Riesco ancora a sentirli, i toni di voce, alcune battute, le sensazioni provate.

Anche il poeta protagonista del romanzo “Nel cuore della notte“, scritto da un magistrale Marco Rossari, fa lo stesso. Passa notti e notti ad ascoltare, non un intero film, ma una parte di esso, un dialogo preciso. È tratto da “Paris, Texas” di Wim Wenders.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: La scomparsa di Josef Mengele

La scomparsa di Josef Mengele

di Olivier Guez

“Ho fatto solo il mio dovere”. Il medico nazista Josef Mengele ripete questa frase con ossessione. La ripete a se stesso, a chiunque punti il dito verso di lui accusandolo di omicidio e la ripete a suo figlio, quando speranzoso cerca negli occhi del padre un barlume di pentimento.

La ripete perché non capisce cosa ci sia di sbagliato in quello che ha fatto, in ciò che lui è stato. Un uomo colto e distinto, medico e antropologo, che si è messo al servizio del mondo intero ad Auschwitz.        >> CONTINUA A LEGGERE

25 maggio: Happy towel day!

Happy towel day!

Dear Readers, è possibile che oggi, 25 maggio, vi imbattiate in foto improbabili di persone più o meno conosciute che posano sorridenti esibendo un asciugamano. Si, proprio un asciugamano.

E non stiamo parlando di personcine di poco conto che sfogano la loro frustrazione pubblicando immagini di dubbio gusto! Anzi! Sono certamente amabili creature che desiderano omaggiare una fighissima serie fantascientifica di libri e il loro cosmico autore: sto parlando della “Guida Galattica per gli autostoppisti” di Douglas Adams       >> CONTINUA A LEGGERE