Il mio nome era 125

Il mio nome era 125, di Matteo Beltrami

Il mio nome era 125

di Matteo Beltrami

Svizzera, metà del secolo scorso. Nell’istituto von Mentlen di Bellinzona, dove 125 è stato internato assieme a decine e decine di altri bambini. Le suore li chiamavano “illegittimi bastardi”. Riducevano in pezzi la loro autostima e purtroppo non solo quella. Punizioni corporali che qui non è il caso di riportare erano uno strumento efficace di educazione per evitare diventassero criminali un domani, visti i loro natali.

Questa è la storia vera di 125, Piero, una delle vittime delle misure coercitive messe in atto dallo Stato e dalla Chiesa nella Svizzera degli anni ’50. Prima raccontata da suo figlio, è entrata a far parte delle testimonianze e dei documenti inerenti il caso assieme ad altre pubblicazioni:

“Nel secolo scorso, in Svizzera (anche nel Canton Ticino) migliaia di bambini e adolescenti sono stati strappati alle loro madri e ai lori padri e internati negli istituti perché nati illegittimi o in famiglie dissolute.”

I genitori avevano ben poca possibilità di far valere le loro ragioni o i loro diritti, schiacciati e riscritti a seconda dei casi.

“Il principio dell’illegittimità non era soltanto il frutto di una concezione morale ma era iscritto nel Codice Civile Svizzero del 1907, che attribuiva alle autorità di tutela il dovere di seguire i casi di “gravidanze illegittime”. È soltanto con la riforma del 1976, che il concetto fu abbandonato”.

Una lettura straziante, un tassello di storia svizzera difficile da digerire.

Consigliato: sì

Descrizione

Molte sono le storie di bambini tolti con la forza alle famiglie. Sottoposti a misure coercitive a scopi assistenziali sono stati internati in istituti dove molti hanno subito maltrattamenti e abusi, colpevoli solo di essere figli ‘illegittimi’ di donne povere e sole. Secondo il Consiglio federale queste tremende vessazioni sono durate fino al 1981 in Svizzera e contano più di 15.000 casi.
Questa procedura era poco conosciuta e solo negli ultimi anni è confluita fino al Gran Consiglio di Bellinzona per cui il presidente del governo Manuele Bertoli, ha ufficialmente espresso le scuse del Governo a quegli internati, allora bambini, che oggi sono ormai pensionati.
Tra questi bambini di allora, Piero Beltrami, il quale ancora oggi porta nell’anima i segni delle sofferenze e dei traumi subiti durante cinque anni della sua infanzia (dal 1954 al 1959) quando fu rinchiuso senza un motivo valido in un istituto ticinese, il von Mentlen di Bellinzona.

Il mio nome era 125, di Matteo Beltrami

Dettagli

Genere: Narrativa moderna e contemporanea
Editore: Ulivo Edizioni
Collana: I pedigreed
Data uscita: 29/10/2019
Pagine: 168
ISBN: 9788898018659

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