Racconto d’autunno

Racconto d’autunno

Di Tommaso Landolfi

Racconto d’autunno“, scritto nel 1946, è un breve romanzo dallo stile gotico-romantico che non risparmia al lettore scene di crudeltà e di tensione accuratamente bilanciate da atti di grande umanità. Un racconto per certi versi agghiacciante ma fortemente introspettivo nel quale Landolfi, seguendo il percorso del protagonista, un soldato fuggitivo alla ricerca di un riparo, ci porta dalla cima di una montagna sino al fondo di una misteriosa segreta, dalla valutazione per apparenza a quella per esperienza, dall’esterno all’interno, dalla sostanza all’essenza.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Lolita

Lolita

Di Vladimir Nabokov

Questa non sarà una vera e propria “recensione” del libro, mi sento veramente piccola e inadeguata davanti a uno scritto di tale portata (quindi sì, mi è piaciuto e non lo scorderò mai più) di cui mezzo mondo di lettori ha già parlato e l’altra lo farà quasi certamente, in un modo o nell’altro. Né tantomeno parlerò dello stile di scrittura dell’autore perché mi verrebbe solo da dire una banalissima cosa tipo: “superlativo Nabokov” che credo sia utile quanto un segnalibro d’acqua. E poco utile è anche sottolineare quanto sia stato inoltre capace di caratterizzare i personaggi principali, vividi davanti agli occhi sin dall’inizio, da quel famoso incipit, un pennello che inizia a dipingere.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il macellaio

Il macellaio

Di Sándor Márai

La prima cosa che ho detto appena chiuso il libro è stata “ci si abitua a tutto“. E io stessa vorrei dire “ma che razza di frase retorica è questa” e invece no, non lo è purtroppo, è esattamente così, nessuna retorica. Ci si abitua a tutto. A volte per scelta, nella maggior parte dei casi per necessità.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Flatlandia

Flatlandia

Di Edwin Abbott Abbott

Flatlandia, romanzo fantastico-fantascientifico scritto nel 1984 Edwin Abbott Abbott è un libro a tratti geniale, visionario e anticipatore dei più moderni dibattiti sulla Quarta dimensione e forse proprio per questo “riscoperto e apprezzato dopo la divulgazione della teoria della relatività di Einstein“.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Addio fantasmi

Addio fantasmi

Di Nadia Terranova

Ida Laquidara è una donna sposata ormai. Una donna con dentro un’altra donna, la bambina che è dovuta crescere troppo in fretta a tredici anni, rimasta incastrata tra una madre disorientata, responsabilità illogiche e l’apatia di un padre corroso dalla depressione. La bambina che non ha mai smesso di chiedersi che cosa sarebbe dovuta essere perché lui non l’abbandonasse, non se ne andasse senza spiegazioni e perché una volta almeno non l’avesse voluta cercare.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: La tregua

La tregua

Di Mario Benedetti

[ !ATTENZIONE SPOILER! ]

Partiamo dalla trama, come si conviene: c’è un uomo apatico che sta per compiere cinquant’anni ma sembra ne abbia novantadue che Gandalf in confronto pare Jovanotti ai tempi di “Gimme five”.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il ramo spezzato

Il ramo spezzato

Di Karen Green

Ieri, in occasione del non-compleanno di David Foster Wallace ho letto questo libro, “Il ramo spezzato“. Lo avevo preso di proposito, tenuto per la ricorrenza. Non è scritto da lui ma da sua moglie, Karen Green. E l’ho letto ascoltando della musica fusa con la pioggia, pioggia debole, ma così instancabile da indebolire le fronde malferme.

Questo libro è fatto di Poesia creata con il Dolore.
Il dolore della mancanza, del vuoto da riempire a tutti i costi senza dannatamente sapere come.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Resto qui

Resto qui

Di Marco Balzano

Siamo in Trentino-Alto Adige, 1950 e Trina, maestra elementare, ripercorre e racconta a una figlia inconsapevole tutto ciò che è stata la sua vita, plasmata e diretta dagli eventi storici che hanno cambiato non solo le persone attorno a lei ma anche i luoghi in cui è cresciuta.

La spiazzante relazione madre-figlia ha dominio costante su tutta la vicenda, è un chiodo fisso, un pensiero ricorrente. Sia per il lettore che per Trina, la quale richiama alla mente particolari e dettagli sfumati di una tempo lontano, di un sogno sfrangiato, rubato o forse reciso, alternandoli a quelli vividi di un passato per nulla passato.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: L’avversario

L’avversario

Di Emmanuel Carrère

Vi sentite tranquilli vero, lì dove siete ora, dico, a leggere queste righe? E in generale, dove vi sentite più tranquilli, dite, a casa? A casa, certo, tra gli oggetti che avete scelto, tra i visi che conoscete da una vita, al fianco della persona che amate. Quella persona, proprio quella e non un’altra.
Forse.

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