I baffi, di Emmanuel Carrère

I baffi

di Emmanuel Carrère

Il tratto distintivo del protagonista di questo romanzo sono i baffi, dei bei baffoni che ha sempre portato. Ed è a seguito della loro scomparsa, per così dire, che iniziano ad accadere una serie di eventi che hanno dell’assurdo, dell’inverosimile       >> CONTINUA A LEGGERE

Sete, di Amélie Nothomb

Sete

di Amélie Nothomb

Non penso che su questo libro, “Sete“, il mio primo della Nothomb (già già), scriverò molto di più di ciò che sto per dire, quindi sappiate che questo è un commento a caldo da profana dell’autrice (ma poi occorre davvero conoscere bene un autore per apprezzare appieno il libro numero enne della sua produzione? Non so).        >> CONTINUA A LEGGERE

La fine del tempo, di Guido Maria Brera

La fine del tempo

Guido Maria Brera

Nel nuovo romanzo di Brera, “La fine del tempo”, Wade è un professore di storia alle prese con la perdita di memoria sopraggiunta dopo un incidente che lo condanna a una lotta quotidiana contro la scomparsa dei ricordi più prossimi.        >> CONTINUA A LEGGERE

La stanza, di Jonas Karlsson

La stanza

Jonas Karlsson

Il protagonista di “La stanza”, Bjorn, è un impiegato che desidera dare il meglio di sé, imponendosi una disciplina ferrea sugli orari di lavoro ed evitando addirittura chiacchiere con i colleghi e momenti di socializzazione se essi non portano effettivi benefici alla sua carriera e alla sua (auspicabile) scalata professionale.        >> CONTINUA A LEGGERE

La via del bosco

La via del bosco

Di Long Litt Woon

La via del bosco” si presenta come un doppio percorso di crescita: quello intrapreso per uscire da un lutto improvviso, l’altro per conoscere il mondo dei funghi: “Una storia di lutto, funghi e rinascita” recita infatti il sottotitolo.
Solo che i funghi occupano il settanta per cento del testo e il primo percorso, quello dell’elaborazione del lutto, finisce per sembrare più un espediente letterario per discutere di porcini e allucinogeni che un fatto tristemente accaduto, che avrebbe meritato lo stesso livello di approfondimento (già superficiale, restando un romanzo biografico di formazione e non un saggio di micologia. “Micologia” l’ho appena imparato).        >> CONTINUA A LEGGERE

La vita bugiarda degli adulti

La vita bugiarda degli adulti

Di Elena Ferrante

Quanto deve essere faticoso, da giovani, decifrare il mondo degli adulti. E com’è spiazzante poi doverci vivere dentro dopo aver scoperto che dietro le quinte della propria familiare quotidianità sono disposti e pronti all’uso svariati abiti di scena, copioni cancellati e subito riscritti, angoli nascosti al riparo dai riflettori.        >> CONTINUA A LEGGERE

Racconto d’autunno

Racconto d’autunno

Di Tommaso Landolfi

Racconto d’autunno“, scritto nel 1946, è un breve romanzo dallo stile gotico-romantico che non risparmia al lettore scene di crudeltà e di tensione accuratamente bilanciate da atti di grande umanità. Un racconto per certi versi agghiacciante ma fortemente introspettivo nel quale Landolfi, seguendo il percorso del protagonista, un soldato fuggitivo alla ricerca di un riparo, ci porta dalla cima di una montagna sino al fondo di una misteriosa segreta, dalla valutazione per apparenza a quella per esperienza, dall’esterno all’interno, dalla sostanza all’essenza.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Lolita

Lolita

Di Vladimir Nabokov

Questa non sarà una vera e propria “recensione” del libro, mi sento veramente piccola e inadeguata davanti a uno scritto di tale portata (quindi sì, mi è piaciuto e non lo scorderò mai più) di cui mezzo mondo di lettori ha già parlato e l’altra lo farà quasi certamente, in un modo o nell’altro. Né tantomeno parlerò dello stile di scrittura dell’autore perché mi verrebbe solo da dire una banalissima cosa tipo: “superlativo Nabokov” che credo sia utile quanto un segnalibro d’acqua. E poco utile è anche sottolineare quanto sia stato inoltre capace di caratterizzare i personaggi principali, vividi davanti agli occhi sin dall’inizio, da quel famoso incipit, un pennello che inizia a dipingere.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il macellaio

Il macellaio

Di Sándor Márai

La prima cosa che ho detto appena chiuso il libro è stata “ci si abitua a tutto“. E io stessa vorrei dire “ma che razza di frase retorica è questa” e invece no, non lo è purtroppo, è esattamente così, nessuna retorica. Ci si abitua a tutto. A volte per scelta, nella maggior parte dei casi per necessità.        >> CONTINUA A LEGGERE