Recensione: Io sono Una

Io sono Una

di Una

“La prima volta non si scorda mai”. Si dice così, giusto?

Certo che non si scorda mai. Soprattutto se a decidere quando deve essere, la tua prima volta, non sei tu. Allora non te la scordi proprio, anzi. La rivivi nella testa mille e mille volte convincendoti che forse doveva andare così o, al limite, che devi avere qualcosa che non quadra, perché alle altre persone, ti dici, a quelle perbene, mica succedono certe cose.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il mio Salinger

Il mio Salinger

Di Valentina Grande e Eva Rossetti

Oh, se potesse la mia curiosità essere così fievole come quella di Jerome David Salinger, quanti dolori e quanti guai mi sarei risparmiata! Lui che dopo venticinque anni ricevette una lettera dalla sua prima moglie e cosa fece? La strappò! La strappò senza nemmeno leggerla.Perché quando io chiudo con una persona, lo faccio per sempredisse davanti alla figlia incredula.

Quella lettera apparteneva a colei che conobbe durante la guerra, Sylvia Welter, che del loro matrimonio durato ben otto mesi non ne fece mai parola con nessuno. Dal canto suo, Salinger, ne rivelò l’esistenza solo alla sua futura famiglia e ne lasciò qualche traccia in alcuni dei suoi racconti meno noti (come “The inverted forest”, “La foresta capovolta”, apparso sul numero di Cosmopolitan del dicembre 1947).        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Non è te che aspettavo

Non è te che aspettavo

di Fabien Toulmé

Io sono una persona fortunata, lo dico da sempre. “Sei una persona fortunata”, mi dico. Me lo sono tatuata anche: “always grateful” gli ho detto di incidere con l’inchiostro, qui sul braccio, a quell’omino poco raccomandabile con pistola ad ago.

Sono molto fortunata e ho avuto la fortuna di avere, come tante mamme, una bambina sana e bellissima (la mia è la più bella, ovviamente) che è anche in gamba ed educata e assolutamente obbediente e ordinata e che non passerà la fase dell’adolescenza disperata come ho fatto io.
Sono stata fortunata (anche) perché R. è potuta andare in una scuola nella quale i bambini sono molti e tutti mischiati assieme nella meravigliosa copertina di un National Geographic che deve ancora uscire.         >> CONTINUA A LEGGERE