Il grido del gabbiano

Il grido del gabbiano

Di Emmanuelle Laborit

Il grido del gabbiano” è la storia raccontata in prima persona da Emmanuelle Laborit. La storia di una fanciulla cocciuta, di un’adolescente scatenata, di una donna divenuta un’affermata e premiata attrice teatrale ma soprattutto la storia di una persona nata sordomuta nella Francia del 1971. Praticamente ieri.

Ci sono due cose in particolare che mi hanno colpito di questa sua vicenda e che ignoravo completamente. Una riguarda il divieto categorico di utilizzare la LSF (linguaggio dei segni francese) nelle scuole elementari del posto destinate alla formazione di persone non udenti. Vigeva invece l’obbligo per tutto il corpo docenti di insegnare i suoni attraverso la lettura labiale e la sistematica ripetizione. Pare subito assurdo chiedere di ripetere un suono che non si è mai sentito… eppure. Mani dietro la schiena e forza, porre le labbra in modo corretto per emettere suoni comprensibili (agli udenti). Eggià. Straziante, degratante, improduttivo e frustrante. Era quasi considerato un male passeggero, la sordità, che a forza di tentativi sarebbe svanita. Non solo esigendo dai bambini un risultato pressoché impossibile da ottenere e assolutamente inutile alla loro crescita ma trattandoli come una minoranza che deve adeguarsi al resto del mondo. Non con mezzi propri ma con quelli che il resto del mondo, quello “non guasto”, ritiene idonei. Ecco questo mi ha lasciata basita.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il ramo spezzato

Il ramo spezzato

Di Karen Green

Ieri, in occasione del non-compleanno di David Foster Wallace ho letto questo libro, “Il ramo spezzato“. Lo avevo preso di proposito, tenuto per la ricorrenza. Non è scritto da lui ma da sua moglie, Karen Green. E l’ho letto ascoltando della musica fusa con la pioggia, pioggia debole, ma così instancabile da indebolire le fronde malferme.

Questo libro è fatto di Poesia creata con il Dolore.
Il dolore della mancanza, del vuoto da riempire a tutti i costi senza dannatamente sapere come.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Charlotte Salomon

Charlotte Salomon. I colori dell’anima.

Di Ilaria Ferramosca e Gian Marco De Francisco

Charlotte Salomon nasce a Berlino nel 1917 e muore ad Auschwitz nel 1943. Muore nel campo di sterminio il giorno stesso in cui ci arriva. Muore subito perché è incinta di quattro mesi, perché è inutile. Muore dopo aver lasciato al sicuro 769 gouaches nei quali scorre in soli tre colori tutta la sua vita, perché si possa sapere un giorno quanto abbia voluto viverla, dopo il suicidio di tre donne a lei vicine, dopo aver sconfitto il destino attraverso l’arte.

In questo graphic novel gli autori Ilaria Ferramosca (per la regia) e Gian Marco De Francisco (per le illustrazioni) sono riusciti a raccontare la vita di Charlotte Salomon così come lei stessa, ai giorni nostri, avrebbe amato raccontarla: con una forma d’arte dinamica. Una forma d’arte con più livelli di lettura, quasi multimediale, nella sua staticità.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Tutto su Mariangela. Biografia di una donna

Tutto su Mariangela. Biografia di una donna.

Di Michele Sancisi

Quando mi approcciai al libro di Michele Sancisi, “Tutto su Mariangela”, ero un po’ sulle mie, curiosa ma anche pensierosa. Sapevo molto poco di quest’attrice, di questa donna, e poco anche di ciò che riguarda il mondo del teatro. Temevo di sentirmi spaesata.

Non sono servite molte pagine a farmi ricredere, mettermi a mio agio e immergermi nella lettura.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Jane Austen

Jane Austen

Di Manuela Santoni

Chi ha letto i romanzi di Jane Austen ha avuto modo di amare i luoghi in cui essi sono ambientati. E non solo, generalmente, l’Inghilterra del 1800 ma anche le sue residenze, le sue dimore ricche di dettagli e di abitudini, protagoniste al fianco dei protagonisti.

“C’era la casa grande e la casa piccola; un invito al tè, un invito alla cena e a volte un pranzo all’aperto; la vita restava confinata tra utili amicizie e rendite adeguate”        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Wislawa Szymborska – Si dà il caso che io sia qui

Wislawa Szymborska – Si dà il caso che io sia qui.

Di Alice Milani

Se esistono due cose che Wislawa Szymborska amava con tutto il cuore, esse sono la poesia e i collage. Ed è fondendo sapientemente queste arti che Alice Milani, fumettista e illustratrice pisana, ha realizzato per BeccoGiallo il graphic novel dedicato alla poetessa premio Nobel per la letteratura.

Il sottotitolo dell’opera, “Si da il caso che io sia qui”, è tratto dal verso di una sua poesia:        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Primo Levi

Primo Levi

di Matteo Mastragostino e Alessandro Ranghiasci

È stato commovente “vedere” Primo Levi ritratto in questo graphic novel, assieme al suo passato imponente e all’immenso coraggio, anche quello di non dimenticare. Schivo, introverso, egli raccoglie qui le forze, e ricordi, per offrire una testimonianza priva di commiserazione alle nuove generazioni.

Attraverso i testi di Mastragostino e la matita di Ranghiasci, Primo Levi racconta infatti ai ragazzi della vecchia scuola elementare la sua storia nel campo di Auschwitz e il suo ritorno a casa. I disegni sono in bianco e nero, il tratto è preciso ed è molto forte il contrasto nelle tavole, come la realtà e la speranza, il quotidiano e l’aspettativa. È un graphic novel faticoso, come si può immaginare. Ma è anche un testo curato nei minimi dettagli, delicato e rispettoso, una finestra che si apre con delicatezza sulla vita di Levi diventando un prezioso documento storico che, proprio per via del tipo di comunicazione, si presta anche un pubblico più giovane. Un ottimo modo per trasmettere informazioni impegnative in modo efficace, senza perdita di contenuti ma, anzi, con il valore aggiunto della scenografia.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Io sono Una

Io sono Una

di Una

“La prima volta non si scorda mai”. Si dice così, giusto?

Certo che non si scorda mai. Soprattutto se a decidere quando deve essere, la tua prima volta, non sei tu. Allora non te la scordi proprio, anzi. La rivivi nella testa mille e mille volte convincendoti che forse doveva andare così o, al limite, che devi avere qualcosa che non quadra, perché alle altre persone, ti dici, a quelle perbene, mica succedono certe cose.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il mio Salinger

Il mio Salinger

Di Valentina Grande e Eva Rossetti

Oh, se potesse la mia curiosità essere così fievole come quella di Jerome David Salinger, quanti dolori e quanti guai mi sarei risparmiata! Lui che dopo venticinque anni ricevette una lettera dalla sua prima moglie e cosa fece? La strappò! La strappò senza nemmeno leggerla.Perché quando io chiudo con una persona, lo faccio per sempredisse davanti alla figlia incredula.

Quella lettera apparteneva a colei che conobbe durante la guerra, Sylvia Welter, che del loro matrimonio durato ben otto mesi non ne fece mai parola con nessuno. Dal canto suo, Salinger, ne rivelò l’esistenza solo alla sua futura famiglia e ne lasciò qualche traccia in alcuni dei suoi racconti meno noti (come “The inverted forest”, “La foresta capovolta”, apparso sul numero di Cosmopolitan del dicembre 1947).        >> CONTINUA A LEGGERE