A guardar passare le famiglie felici

A guardar passare le famiglie felici

A guardar passare le famiglie felici

di Iuri Toffanin

[ Recensione a cura di Selena Magni ]

 

“Esistono, su questo pianeta, sguardi che condensano storie.”

Una mattina uggiosa di un giorno piatto qualunque, la vita del protagonista, in piena crisi e senza prospettive, cambia improvvisamente quando un uomo anziano decide di sedersi a mangiare la sua ‘schiscetta’ di trippa sul tavolo in esposizione del negozio di mobili dove l’altro lavora come commesso.

Curioso e avido di novità, il protagonista non sceglie l’approccio ‘da procedura’, non è proprio il tipo, e si siede a parlare con l’anziano. Ne nasce una complicità immediata, cui segue una fuga dal negozio e poi una discesa nel passato dell’uomo. Che ha un segreto. E il protagonista decide di farsi trascinare dalla corrente degli eventi per scoprirlo, e il racconto lo fa lentamente e delicatamente, come si farebbe con un prezioso reperto.

Capitolo dopo capitolo, si scopre di più del protagonista e di quest’uomo misterioso, e si dipana la storia del dramma di una famiglia che si snoda lungo vari decenni. Il tema è serio, intenso, ma il racconto non è affatto pesante, e c’è catarsi, di quella bella.

Se in alcuni punti l’aria che tira per il protagonista è stantia e umida di pioggia, in altri troviamo un sole caldo e una brezza marina che vanno a pareggiare i conti.

Il primo libro del 2021 per me è stato “A guardar passare le famiglie felici di Iuri Toffanin.
Il libro è il suo ultimo romanzo e tecnicamente non è ancora uscito, è in crowdfunding su Bookabook. Si può preordinare e in attesa che la campagna raggiunga l’obiettivo, ho ricevuto le bozze non editate ma molto, molto pulite, ve lo assicuro. Mi ci sono lanciata e l’ho divorato.
Non voglio raccontare troppo per non rovinare l’effetto della lenta rivelazione, ma dirò che mi è piaciuto tantissimo!

È intenso e profondo ma anche divertente, stuzzicante, intelligente. Un tratto che ritrovo nei romanzi di Iuri, e che mi piace tantissimo, è che la voce narrante è proprio un narratore quasi fisico, un amico che potresti avere seduto di fronte a raccontare. C’è il mistero, la quotidianità, la Storia del nostro paese, la profondità e l’interiorità delle persone, citazioni letterarie e musicali. Le riunioni degli Alcolisti Anonimi nel libro strizzano l’occhio a situazioni surreali come quelle di ‘Pizzeria Kamikaze’ di Etgar Keret e qualche accenno qui e là (ma non dico di più perché non farò spoiler!) crea un leggero effetto ‘matrioska’ di quelli che a me piacciono molto.

Ve lo consiglio davvero e vi lascio link alla campagna:

A guardar passare le famiglie felici, di Iuri Toffanin

A guardar passare le famiglie felici, di Iuri Toffanin

Descrizione

Immaginate di trovarvi nel salone espositivo di un grande marchio del settore arredamenti. Seduto a uno dei tavoli esposti, diciamo nella zona cucine, scorgete un uomo, un anziano, che pranza. Tutto solo. Probabilmente penserete che si tratti di un’ottima trovata promozionale. Bene, ora spingiamoci un po’ più in là e provate a immaginare di non essere più un semplice avventore, ma una delle persone che lavorano lì dentro. Controvoglia. Non ne potete più.

E improvvisamente scorgete, seduto a uno dei tavoli che fanno bella mostra di sé, un uomo, un anziano, che pranza. Tutto solo. Voi lo sapete che non si tratta di un’idea pubblicitaria. Allora potreste tornare al vostro posto, lasciar correre, lasciare che se la sbrighino gli uomini della sicurezza. Oppure…
Oppure potete decidere di buttare all’aria le vostre stanche certezze per sgomberare il campo alla curiosità e provare a capire fino a che punto può spingersi, e spingervi, la potenza viscerale di un segreto di famiglia.

Dice l’autore

“Questo romanzo incarna il punto di arrivo attuale della mia ricerca stilistica. C’è dentro l’ironia, ma più defilata che in passato. C’è il surreale, ma dedicato a un unico aspetto della vicenda, intercalato tra le fasi drammatiche. E, appunto, c’è il dramma, che ondeggia tra la perdita che annichilisce e la tenerezza che consola. Questo è il racconto di quel che accade a un uomo stanco quando decide di fare le scelte sbagliate, per scoprire se sappiano essere più vigorose di quelle giuste”.

Iuri Toffanin è nato a Desio (MB) nel 1970. Vive con moglie e tre figli in Baviera, dove esercita le professioni d’insegnante d’italiano e di educatore scolastico. Ha una laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione e una in Storia Medievale. In Italia ha lavorato per vent’anni in comunità per minori e ha pubblicato diversi contributi di settore. Coltiva la passione per la Letteratura e dedica buona parte del proprio tempo ai libri, che ama leggere quanto scrivere. Nel 2017 ha esordito con il romanzo Ma soprattutto i ponti (Bookabook), e ha in seguito pubblicato altri due romanzi, oltre a un saggio in materia educativa. Tutti i suoi romanzi sono stati premiati in concorsi letterari di livello nazionale.


Altri libri dell’autore

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