Recensione: The inverted forest – La foresta capovolta

The inverted forest

di Jerome David Salinger

J. D. Salinger“The inverted forest” (La foresta capovolta) è stato uno dei primi racconti, se non proprio il primo, che Salinger scrisse al suo rientro negli USA dopo la seconda guerra mondiale. il titolo si rifà probabilmente alla foresta di Hürtgen.

Fu pubblicato da Cosmopolitan in uno speciale inserto allegato al numero di dicembre 1947 e vedremo qualche riga più in giù come fu accolto dal pubblico del tempo.

TRAMA

Cosmopolitan 1947 The inverted forest, Salinger“The inverted forest” è una novella il cui protagonista, Raymond Ford, poeta bravissimo e solitario (chi lo avrebbe mai detto), diventa noto per la sua raccolta di poesie “Il vile mattino”. Tramite un amico, Corinne viene a conoscenza di questa raccolta e, leggendo il nome dell’autore, la sua mente torna a quando era bambina e conosceva proprio un Raymond Ford, poi perso di vista per affari della vita. Corinne lo rintraccia, si rallegra del fatto che sia proprio lui ed organizza un incontro.

Così, dopo tanti anni, i due si ritrovano e nasce una storia importante nella quale si insinua però una terza persona. La loro unione è quindi messa alla prova e ripetutamente segnata da colpi di scena pazzeschi (nel senso proprio folli) che portano verso un finale che tu resti lì con la mandibola penzolante alternando scatti da shock e pugni al cuscino e, sicuro come l’oro, adesso lo riscrivi tu, il finale, perché cosi proprio no. Salinger o non Salinger.

IMPATTO SULLA CRITICA

Anche il pubblico del tempo non prese bene la novella al punto che l’allora direttore di Cosmopolitan si indignò (dopo, ovviamente) per le tante lettere di dissenso ricevute. Egli disse che mai più avrebbe pubblicato un simile disastro di trama e concetti (certo, certo, solo perché ancora il caro Jerome non era diventato famoso con il suo Holden).

Teniamo ora presente che, negli anni in cui scrisse “The inverted forest” (1947, per l’appunto), Salinger soffriva di un fortissimo disturbo post traumatico dovuto al suo intervento in guerra che lo vide tra i primi ad entrare ad Dachau (probabilmente) per liberare il campo dai nazisti in seguito al quale non si riprese mai totalmente.

È impossibile non sentire più l’odore dei corpi bruciati, non importa quanto a lungo tu viva.

SALINGER COME FORD

Nell’opera non è difficile cogliere le corrispondenze tra il personaggio di Ford e la persona di Salinger ed emerge chiaramente la sua difficoltà a rapportarsi con gli altri, la necessità di stare da solo per poter scrivere, rifiutando non solo la notorietà ma anche il rapporto con Corinne (che nella realtà era stata Sylvia Welter, un medico tedesco conosciuto durante la guerra, prima moglie di Salinger, con la quale il matrimonio durò solo otto mesi).

“The inverted forest” fu ripresa e analizzata dalla critica diversi anni dopo la sua prima uscita anche se, dopo il 1961, non fu mai più pubblicata poiché Salinger ne vietò espressamente la divulgazione.

  Voi, se volete, potete leggerla qui in inglese.

Il mio Salinger, di Valentina Grande e Eva Rossetti, edizioni Becco Giallo P.s. l’aspetto più intimo dello scrittore, il trauma di guerra e la relazione con Sylvia Welter è molto ben affrontato nel graphic novel “Il mio Salinger” di Grande e Rossetti, di cui ho già pubblicato la recensione.


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Recensione della novella “The inverted forest”, di Jerome David Salinger, 08.06.2018.

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