Recensione: Ventiquattr’ore nella vita di una donna

Ventiquattr’ore nella vita di una donna

di Stefan Zweig

Sino a che punto ci si può spingere per seguire una persona sconosciuta, la propria e l’altrui follia mettendo in discussione valori, affetti e morale?
In “Ventiquattr’ore nella vita di una donna” Zweig ci trascina in un vortice di sentimenti, di imprevisti, atti coraggiosi e immense umane debolezze che cambieranno per sempre la vita della protagonista. Perché si può programmare anche la più spettacolare delle giornate ma non si può programmare l’istinto.

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Sinossi

Primi anni Venti. Uno scandalo sconvolge la sonnolenta vita di un lussuoso hotel della Costa Azzurra: Madame Henriette, moglie e madre irreprensibile, fugge nottetempo con un giovane bellimbusto francese appena conosciuto. Subito, la tresca infiamma il pettegolezzo tra i villeggianti: unico a prendere le difese della donna è il narratore-protagonista. Colpita dall’accaduto, Mrs. C., una distinta gentildonna inglese, decide di confessare proprio a lui il suo più intimo e scandaloso segreto: il racconto delle ventiquattr’ore che trent’anni prima cambiarono per sempre la sua vita.        >> CONTINUA A LEGGERE