Recensione: Wislawa Szymborska – Si dà il caso che io sia qui

Wislawa Szymborska – Si dà il caso che io sia qui.

Di Alice Milani

Se esistono due cose che Wislawa Szymborska amava con tutto il cuore, esse sono la poesia e i collage. Ed è fondendo sapientemente queste arti che Alice Milani, fumettista e illustratrice pisana, ha realizzato per BeccoGiallo il graphic novel dedicato alla poetessa premio Nobel per la letteratura.

Il sottotitolo dell’opera, “Si da il caso che io sia qui”, è tratto dal verso di una sua poesia:        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Oltre il muro

Oltre il muro

Di Pierre Paquet e Tony Sandoval

Quando si è bimbi non è semplice comprendere il mondo degli adulti. A ragione, molte cose appaiono assurde, quasi irrazionali, se osservate con occhi innocenti. Quante cose i grandi cercano di complicare, quante paure hanno anche loro e quanti limiti da superare.

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Recensione: Echi invisibili

Echi invisibili

Di Tony Sandoval e Grazia La Padula

Baltus è un uomo innamorato di Monica, sua moglie, la cui morte prematura lo fa piombare in un abisso di dolore al quale cerca di ribellarsi, del quale vuole, vorrebbe, liberarsi. E ci prova nella maniera che è nota a tutti: con la rabbia, l’incredulità, la negazione. Con l’isolamento anche. Trasferitosi infatti su una piccola isola, Baltus si trova a dover a gestire sia la sofferenza che la sua inaspettata capacità di percepire gli animi di chi lo circonda, di sentirne le emozioni.

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Recensione: Watersnakes

Watersnakes

di Tony Sandoval

Forse qualcosa, o sarebbe meglio dire qualcuno, non è esattamente ciò che sembra in Watersnakes di Tony Sandoval, un graphic novel da incorniciare. O da esporre su un cavalletto, meglio.
Le protagoniste, Agnés e Mila, due fanciulle tutto pepe, vivono infatti un’esperienza onirica nella quale ossessioni, paure e desideri inconsci (ma non più così indicibili) si intrecciano con la quotidiana realtà a tal punto da farne emergere anche lati inquietanti che occorrerà saper gestire per non soccombere.

Non manca nulla in questa storia: c’è l’amore, il sogno, la morte, la battaglia e un’estate stanca, che arranca. E c’è anche il mare. Tanto mare. Mare ambiente, mare rifugio, mare salvezza. C’è una famiglia che si è arresa e qualcun altro che non lo ha mai fatto. C’è da darsi da fare e rimettere le cose a posto.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Primo Levi

Primo Levi

di Matteo Mastragostino e Alessandro Ranghiasci

È stato commovente “vedere” Primo Levi ritratto in questo graphic novel, assieme al suo passato imponente e all’immenso coraggio, anche quello di non dimenticare. Schivo, introverso, egli raccoglie qui le forze, e ricordi, per offrire una testimonianza priva di commiserazione alle nuove generazioni.

Attraverso i testi di Mastragostino e la matita di Ranghiasci, Primo Levi racconta infatti ai ragazzi della vecchia scuola elementare la sua storia nel campo di Auschwitz e il suo ritorno a casa. I disegni sono in bianco e nero, il tratto è preciso ed è molto forte il contrasto nelle tavole, come la realtà e la speranza, il quotidiano e l’aspettativa. È un graphic novel faticoso, come si può immaginare. Ma è anche un testo curato nei minimi dettagli, delicato e rispettoso, una finestra che si apre con delicatezza sulla vita di Levi diventando un prezioso documento storico che, proprio per via del tipo di comunicazione, si presta anche un pubblico più giovane. Un ottimo modo per trasmettere informazioni impegnative in modo efficace, senza perdita di contenuti ma, anzi, con il valore aggiunto della scenografia.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Io sono Una

Io sono Una

di Una

“La prima volta non si scorda mai”. Si dice così, giusto?

Certo che non si scorda mai. Soprattutto se a decidere quando deve essere, la tua prima volta, non sei tu. Allora non te la scordi proprio, anzi. La rivivi nella testa mille e mille volte convincendoti che forse doveva andare così o, al limite, che devi avere qualcosa che non quadra, perché alle altre persone, ti dici, a quelle perbene, mica succedono certe cose.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il mio Salinger

Il mio Salinger

Di Valentina Grande e Eva Rossetti

Oh, se potesse la mia curiosità essere così fievole come quella di Jerome David Salinger, quanti dolori e quanti guai mi sarei risparmiata! Lui che dopo venticinque anni ricevette una lettera dalla sua prima moglie e cosa fece? La strappò! La strappò senza nemmeno leggerla.Perché quando io chiudo con una persona, lo faccio per sempredisse davanti alla figlia incredula.

Quella lettera apparteneva a colei che conobbe durante la guerra, Sylvia Welter, che del loro matrimonio durato ben otto mesi non ne fece mai parola con nessuno. Dal canto suo, Salinger, ne rivelò l’esistenza solo alla sua futura famiglia e ne lasciò qualche traccia in alcuni dei suoi racconti meno noti (come “The inverted forest”, “La foresta capovolta”, apparso sul numero di Cosmopolitan del dicembre 1947).        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Non è te che aspettavo

Non è te che aspettavo

di Fabien Toulmé

Io sono una persona fortunata, lo dico da sempre. “Sei una persona fortunata”, mi dico. Me lo sono tatuata anche: “always grateful” gli ho detto di incidere con l’inchiostro, qui sul braccio, a quell’omino poco raccomandabile con pistola ad ago.

Sono molto fortunata e ho avuto la fortuna di avere, come tante mamme, una bambina sana e bellissima (la mia è la più bella, ovviamente) che è anche in gamba ed educata e assolutamente obbediente e ordinata e che non passerà la fase dell’adolescenza disperata come ho fatto io.
Sono stata fortunata (anche) perché R. è potuta andare in una scuola nella quale i bambini sono molti e tutti mischiati assieme nella meravigliosa copertina di un National Geographic che deve ancora uscire.         >> CONTINUA A LEGGERE