Recensione: Flatlandia

Flatlandia

Di Edwin Abbott Abbott

Flatlandia di Edwin Abbott Abbott

Flatlandia, romanzo fantastico-fantascientifico scritto nel 1984 Edwin Abbott Abbott è un libro a tratti geniale, visionario e anticipatore dei più moderni dibattiti sulla Quarta dimensione e forse proprio per questo “riscoperto e apprezzato dopo la divulgazione della teoria della relatività di Einstein“.

Nella prima parte del libro, il protagonista, un Quadrato gentiluomo abitante di Flatlandia, un mondo piatto e bidimensionale, descrive al lettore scettico il rodato funzionamento della sua società, gli mostra la solida e funzionale gerarchia che vede come ultimo gradino le donne, l’efficiente politica di un regime terrorista e il processo di istruzione e di integrazione di un nuovo arrivato così come quello di eliminazione di chiunque sia scomodo o assolutamente inutile allo sviluppo pianificato della collettività.

Circa trecento anni fa il Gran Circolo decretò che, dal momento che le Donne sono deficienti nella Ragione ma sovrabbondanti nell’Emozione, non dovevano più essere trattate come esseri raziocinanti, né dovevano più ricevere alcun tipo di educazione della mente.

Nella seconda parte, sicuramente più avvincente, il Quadrato fa la conoscenza di altri mondi, più semplici e anche più complessi, approciandosi a essi attraverso sogni, ipotesi matematiche, riflessioni teologiche e stratagemmmi politici sino a quando l’eventualità dell’esistenza di una Quarta dimensione diventa quasi una certezza ma, soprattutto, sino a che diviene necessità la condivisione e la trasmissione di tutto quanto appreso alla sua famiglia e a tutto il suo popolo. Come Prometeo, a rischio della propria vita.

[…] come un secondo Prometeo, sopporterò questo e anche di peggio, pur di riuscire con qualsiasi mezzo a suscitare nell’intimo dell’umanità […] uno spirito di rivolta con la presunzione che vorrebbe limitare le nostre Dimensioni […] a qualsiasi numero che non sia infinito“.

Abbott utilizza un linguaggio metaforico, ironico e a tratti teologico e il romanzo, se pur fantastico e con un “world building” assolutamente funzionante e originale, è uno specchio satirico della società vittoriana oltre che un costante ammiccare all’uomo (dell’epoca?) incapace di credere, o di apprezzare, qualsiasi cosa sia diverso da ciò che è abituato a vedere.

“<Aver ragione> è la naturale vocazione della follia”.

Flatlandia fa parte di quei romanzi scritti oltre cento anni fa in grado di raccontare ciò che accade ancora oggi nonostante le scoperte di ben più “elaborate” dimensioni. Ahimè.

Consigliato: sì

Risvolto

Flatlandia di Edwin Abbott Abbott«Il mondo… è una superficie piana come quella di una carta geografica, sulla quale i flatlandesi scivolano senza sovrapporsi. La loro è una società rigidamente gerarchica: la casta più vile è quella delle donne, semplici righette con sulla punta un occhio, come aghi; viste dall’altro estremo, le donne diventano invisibili, così che a loro basta rivoltarsi per scomparire. Se un maschio per caso si imbatte nell’invisibile didietro di una donna, può rimanerne trafitto, per ciò la legge impone alle femmine l’obbligo di dimenarsi sinuosamente, senza sosta, per evitare incidenti».

Scheda del libro

Flatlandia di Edwin Abbott AbbottGenere: Fanstascienza / Fantasy
Editore: Adelphi
Collana: Biografie
Data uscita: 09/06/1993
Pagine: 166
ISBN: 9788845909825

 


Recensione del romanzo “Flatlandia” di Edwin Abbott Abbott. 27.11.2018.

Flatlandia di Edwin Abbott Abbott

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