Recensione: Storie di matti

Storie di matti

Di Arianna Porcelli Safonov

“Ai malati immaginari, ai malati per davvero,
a quelli che dovrebbero farsi vedere
e invece si stanno truccando per uscire”.

Si apre così il libro di Arianna Porcelli Safonov, che con il suo stile ironico e diretto narra le vite di coloro che della normalità ne han fatta follia. Spesso inconsciamente, quasi mai da soli, naufraghi in giornate immense, ancorati a pensieri indicibili. Parla di persone comuni, di noi tutti, con un passato troppo spesso e un presente accomodato alla meglio.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il senso delle cose

Il senso delle cose

di Richard P. Feynman

Sono in dubbio, sapete? E credo che al Feynman de “Il senso delle cose” non spiacerebbe poi molto questo mio titubante inizio. Poiché è proprio il dubbio, l’incertezza, il fil rouge degli argomenti trattati in questo libro. In “Il senso delle cose” sono raccolti i testi di tre conferenze che il Premio Nobel per la fisica Richard P. Feynman tenne all’Università di Washington nel 1963 e durante le quali discusse della natura della scienza, del rapporto tra scienza e religione e del rapporto tra scienza e politica.

Scienza e certezza

Ma, dicevo, sono in dubbio su quale possa essere, a conti fatti, il mio giudizio globale su questo libro da cui mi aspettavo tanta buona scienza ma dove in realtà, di scienza, ce n’è ben poca. Ad ogni buon modo, ho amato ogni parte del testo nel quale Feynman spiega, con quel suo modo affabile e spontaneo, perché ritenga il dubbio l’approccio fondamentale per il progresso scientifico. Esorta fisici e scienziati a considerare l’incertezza non come un concetto da temere ma come una leva per migliorarsi. E ci ricorda come un tempo mettere in discussione una nozione ormai assodata fosse difficile ed oltremodo estremamente pericoloso.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Le parole per dirlo

Le parole per dirlo

Di Marie Cardinal

Io sono una figlia, ovviamente. E sono anche una mamma. Lo so, non è un evento raro ed esclusivo, ma mi sono resa conto che tale duplicità d’essere, ciò che poteva succedermi come figlia o ciò che avrei potuto causare da madre, mi ha permesso di entrare in una sorta di rispettosa empatia con Marie Cardinal, autrice e protagonista di questo libro nel quale racconta e sviscera il suo lungo percorso di analisi.

Un percorso che ha dovuto e voluto intraprendere per riappropriarsi della sua vita, violentata dalle idee di una madre che l’ha sempre fatta sentire in difetto, sempre sporca e inadeguata, peccatrice indesiderata, sia da bambina che da donna. Una madre succube di una religione instillata e ovvia, abbracciata poi come scudo, come scusa, come salvezza e anche come facciata per il ruolo sociale che è stata chiamata a ricoprire dalla sua benestante famiglia. Una donna sofferente che non ha potuto cambiar rotta quando avrebbe voluto, separata da un marito che ha modificato per sempre il futuro di una famiglia a causa di parole non dette. Una madre che non voleva che tutto andasse cosi e che se la prende con colei che incarna egregiamente tutti i suoi errori, sino a volerla distruggere. Quella figlia che doveva essere un’altra.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Solo bagaglio a mano

Solo bagaglio a mano

di Gabriele Romagnoli

“Solo bagaglio a mano”, scritto da Gabriele Romagnoli,  trasmette il messaggio sin dalla copertina di questa edizione Feltrinelli: essenziale, chiara, sufficiente. E nonostante l’autore stesso faccia desistere dal sottolineare, delegando alla memoria la conservazione dei ricordi importanti, io da brava monella ero pronta con la matita già alla terza pagina di lettura. “Solo bagaglio a mano” è un piccolo saggio che non dice nulla di nuovo, tutto sommato, e nemmeno niente di difficile da mettere in pratica, volendo. Ma evidenzia un concetto tanto banale quanto importante: non farsi schiacciare dal troppo. Dentro il cuore, attorno al corpo e soprattutto nella mente.

Lasciare lo spazio, l’agilità per poter conservare i ricordi e le immagini importanti senza doverle cercare nel marasma di inutili tera di dati. Per poter virare facilmente, per accogliere nuove esperienze, per guardare ed andare sempre avanti invece che fermarsi a osservare ciò che è stato (o non è stato) e che non sarà più.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: L’egoismo è inutile – L’uomo col Megafono

L’egoismo è inutile – L’uomo col Megafono

di George Saunders

Cinque stelline per questo libro piccino di George Saunders che racchiude speranza (per il messaggio iniziale ai giovani laureati, “siate gentili”), ma che soprattutto, ne “L’uomo col Megafono” punta i riflettori sulla povertà della narrazione mediatica a cui ogni giorno siamo bombardati, invitando ogni fruitore ad approfondire dogmi scontati, a mettere in discussione notizie imprecise, a ricercare la verità dietro qualsiasi banalissimo dato passato come informazione. Un tema che mi sta molto a cuore, un tema che mi fa letteralmente impazzire quando noto superficialità nel condividere notizie non verificate, frasi estrapolate e manomesse. 

Dovrebbe essere dovere di chi racconta i fatti quotidiani attraverso i media, riuscire a restare attendibile senza incitare alla rabbia o alla condanna di altri individui più o meno distanti da noi. Ma qualora colui che informa sia soggetto – o meramente spinto – a riportare notizie approssimative, volte allo scoop e al sensazionalismo, è allora che l’utente deve impegnarsi per riuscire a disgiungere il vero dalle banalità e dalla cattiveria, spingendo con il tempo i mass media a tornare ad essere più servizio pubblico e meno impresa.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Sette brevi lezioni di fisica

Sette brevi lezioni di fisica

di Carlo Rovelli

Lo so, lo so, tutti coloro che hanno letto “Sette brevi lezioni di fisica”, digiuni o quasi di ogni nozione in materia, lo hanno trovato semplice e piacevole ma io ho voluto mantenere qualche riserva. Sino alle prime quattro o cinque righe dove ho compreso quanto sarebbe stato piacevole l’approccio a questa materia per me pressoché sconosciuta. Si comprende immediatamente che Carlo Rovelli non è solo un fisico (e ricercatore, e scrittore) ma è anche un insegnante, di quelli capaci di incantare mentre spiegano la materia che amano, capaci di trasmettere con leggerezza, ironia e nitida passione anche concetti  ampi e  articolati.

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