Recensione: Un pallido orizzonte di colline

Un pallido orizzonte di colline

di Kazuo Ishiguro

Tornassi indietro, leggerei questo piccolo libro piano piano, accompagnandolo con del matcha e magari qualche mochi. E invece è andata così, l’ho letto in un sorso, più lungo e saporito di quello di una tazza di tè, quello sì, rimasto caldo e avvolgente per tutto il tempo. Ma pur sempre in un sorso.

In questo primo romanzo del Nobel Ishiguro, Un pallido orizzonte di colline, è Etsuko che ci parla a mezzo di una scrittura nobile, calma e delicata. Ricordando la sua vita a Nagasaki, nel periodo della guerra, Etsuko corre con il pensiero a quella donna complessa, difficile e misteriosa che conobbe ai piedi di una collina e che assieme alla sua bambina, viveva precariamente sognando l’America, il cambiamento, la svolta. America che divide generazioni, ideali e linee temporali.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il club degli uomini

Il club degli uomini

di Leonard Michaels

Sarò molto breve in questa recensione. Breve come questo libro, Il club degli uomini, di Leonard Michaels, che in poco più di cento pagine narra di un incontro serale tra sette uomini, quasi sconosciuti, che diventa rapidamente un delirio incontrollato. Breve perché dopo averlo letto tutto d’un fiato con indubbio interesse, dopo aver sorriso e curiosato nelle vite di questi sette uomini, in mano non mi è rimasto granché.

Certo, riconosco l’enorme capacità di Michaels di interessare il lettore, mi piace la sua scrittura pulita, sintetica, essenziale. E gli riconosco anche la capacità di saper fare un romanzo con comuni e quotidiani spunti.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Come un giovane uomo

Come un giovane uomo

di Carlo Carabba

Esiste un modo consono, un modo logico, uno più o meno educato, di reagire quando si apprende la morte di una persona cara? E cosa ci succede, dentro, se inaspettatamente e quasi contro il nostro volere, non riusciamo a comportarci nel modo che gli usi, le consuetudini e la coscienza richiedono in queste circostanze? Per quanto tempo il senso di colpa può giudicarci?

Come un giovane uomo è un romanzo autobiografico nel quale Carlo Carabba, con l’uso di una scrittura estremamente ricca, rivive e analizza con lucida autocritica le sue reazioni alla notizia di un’amica entrata in coma. Una notizia che apprende lo stesso giorno in cui, dopo lunghi anni di attesa, finalmente a Roma cade di nuovo la neve. Giorno che per tale avvenimento soltanto avrebbe voluto ricordare ma che invece lo porta a fare scelte sulle quali non smetterà più di riflettere, di ritornare, di mettere in dubbio e rivalutare.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Nel cuore della notte

Nel cuore della notte

di Marco Rossari

Me lo ricordo quel periodo, attorno ai 18 anni, in cui avevo registrato su un’audiocassetta i dialoghi di un intero film. Riesco ancora a sentirli, i toni di voce, alcune battute, le sensazioni provate.

Anche il poeta protagonista del romanzo “Nel cuore della notte“, scritto da un magistrale Marco Rossari, fa lo stesso. Passa notti e notti ad ascoltare, non un intero film, ma una parte di esso, un dialogo preciso. È tratto da “Paris, Texas” di Wim Wenders.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: La scomparsa di Josef Mengele

La scomparsa di Josef Mengele

di Olivier Guez

“Ho fatto solo il mio dovere”. Il medico nazista Josef Mengele ripete questa frase con ossessione. La ripete a se stesso, a chiunque punti il dito verso di lui accusandolo di omicidio e la ripete a suo figlio, quando speranzoso cerca negli occhi del padre un barlume di pentimento.

La ripete perché non capisce cosa ci sia di sbagliato in quello che ha fatto, in ciò che lui è stato. Un uomo colto e distinto, medico e antropologo, che si è messo al servizio del mondo intero ad Auschwitz.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Parlarne tra amici

Parlarne tra amici

Di Sally Rooney

“Mi è piaciuto”, mi sono detta appena ho finito il libro. “Si si, mi è piaciuto questo “Parlarne tra amici”, non capisco perché la Roby non ne sia entusiasta. Ora metto giù una bella recensione chiara, lineare e le faccio cambiare idea”. Prendo i micro appunti scritti nel microquadernodalettura, apro il notepad sul notebook e comincio a trascriverli. E cancello. Scrivo e cancello. Si contraddicono. Continuamente.
“Questo libro è un gran caos”, penso.

E in effetti, Parlarne tra amici, di Sally Rooney, è un gran trambusto. Di emozioni, di sentimenti contrastanti e contraddetti, di orientamenti sessuali dai contorni sfumati, scoperti, taciuti e poi rivalsi, di scelte non fatte oppure fatte ad minchiam (si può dire regia?). Un caos che rispecchia quello interiore tipico dell’età delle due protagoniste, Frances e Bobbi, universitarie poco più che ventenni molto alle prese con le prime storie importanti della loro vita e troppo poco alle prese con le decisioni necessarie a salvaguardarle. Cosa che io a quell’età invece ho fatto benissimo…        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Nemico, amico, amante…

Nemico, amico, amante…

di Alice Munro

So che la Munro è molto amata, e premiata, per la sua capacità di indagare negli animi. E convengo ella possieda l’indiscussa dote di sapersi spostare agilmente nel tempo narrativo dei suoi racconti, sorprendendo il lettore e movimentandone la lettura.

Detto ciò, però, questa raccolta non mi ha entusiasmata, assolutamente. Ho trovato le storie vuote, a tratti trascinate, fini a se stesse e spesso noiose. Ma soprattutto con personaggi poco caratterizzati che alla fine del libro sono tutti un pastrocchio.         >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Uomini e topi

Uomini e topi

di John Steinbeck

John Steinbeck scrive un breve romanzo malinconico, impeccabile nello stile e nella capacità evocativa di luoghi e profumi; il tempo di leggere poche pagine e si è subito immersi nei territori e nelle ingiustizie americane della California degli anni ’30.

Sogno, è il fil-rouge che tiene uniti i due protagonisti, Lennie e George, e tutti i personaggi, ognuno di loro ben caratterizzato, tutti importanti, nessuno superfluo. In questi paesaggi polverosi, i lavoratori passano i giorni alla mercé di padroni arroganti, raccontandosi la speranza di un futuro che pare non possa arrivare mai.
A pagare per primi, come sempre, i più deboli, i diversi, in un epilogo che lascia senza parole.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: La bella Cassandra

La bella Cassandra

di Jane Austen

Che Jane Austen avesse un delizioso senso dell’umorismo è chiaro a chiunque abbia letto almeno una sua opera ma in questo volumetto, che raccoglie storie e bozze scritte tra il 1787 e il 1793 per deliziare la propria famiglia e ridere delle convenzioni dell’epoca, si coglie davvero tutta l’ironia di cui era capace. Una piccola perla da recuperare assolutamente per gli amanti della Austen da leggere in una pausa che lascia il sorriso sulle labbra.

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