Recensione: Afrodite bacia tutti

Afrodite bacia tutti

Di Stefania Signorelli

“Afrodite bacia tutti”, di Stefania Signorelli: è impossibile non leggere tutto d’un fiato questo prezioso, piccolo libro. Storia dopo storia, immagini e musiche di sottofondo che passano davanti agli occhi come nei teatrini di un tempo.

Iniziata la lettura, in men che non si dica ci troviamo a straziarci per Pandora e per il suo torturato essere, a storcere il naso davanti ai fattacci messi in opera da un Narciso tremendo ed egoista, a sorridere amorevolmente per l’ilare atteggiamento di Anchise e a sgridare infastiditi un saccente Teseo.         >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il mio romanzo viola profumato

Il mio romanzo viola profumato

di Ian McEwan

Lodato sia sempre il dono della sintesi (che io non posseggo).
In Il mio romanzo viola profumato“, Ian McEwan, autore di questo meraviglioso volumetto appena pubblicato da Einaudi in onore del suo settantesimo compleanno, ha fissato in poco più di venti pagine il crimine perfetto. Un crimine letterario, un elogio e una condanna dell’egocentrismo e del tradimento a favore dell’autocelebrazione.

Il mio romanzo viola profumato” è la storia di due scrittori che prima di ogni altra cosa sono due amici storici e che, nonostante tutto, lo resteranno sempre. Uno di loro due è mediocre e ambizioso (chi l’avrebbe detto) mentre l’altro è brillante ma umile, caratteristica questa che definirà i suoi comportamenti per tutta la vicenda, così come lo farà la disincantata meschinità del primo.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Bunker diary

Bunker diary

di Kevin Brooks

Dunque, questo libro, Bunker diary di Kevin Brooks, vincitore della Carnegie Medal, è stato inserito nella categoria young adult. Per fortuna quando lo comprai mi dimenticai di questo particolare perché, prevenuta o meno io sia, avrei certamente sorvolato sull’acquisto. Ma caspita… caspita! Questo non è uno young adult.

È un libro che dall’inizio alla fine ti tiene attaccato alle pagine con delle catenelle sottili sottili fatte di angoscia e terrore, così fini che ti si attorcigliano attorno alla mente, stringendo piano piano pagina dopo pagina, inesorabilmente. E delle scene che no, no no no, non è assolutamente possibile, non-è-possibile che vada così.   Il protagonista, la voce narrante di questo romanzo, è un ragazzo di poco più di sedici anni che si sveglia, indovinate un po’, in un bunker. Un edificio antiatomico super sigillato che nemmeno nell’area 51. E già così ti viene un’ansia che cerchi Valium e VOV da accompagnare alla lettura.   Poi, poi, arriva altra gente lì sotto, nell’area. Non vi dico chi e come e quando. Ma a un certo punto sono circa in sei. Quasi nessuno fatto e finito, tutti con qualche piccolo problemino esistenziale che, per così dire, non renderà il soggiorno gradevole nemmeno al wc.   Iniziano i problemi, quelli primari, quelli secondari, quelli psicologici, fisici sociali. Umani. Molti, molti problemi. Da risolvere in poco più di duecento metri quadri (blindati, dicevamo). E ovviamente non vi dico nemmeno come finisce ma posso consigliarvi, a seconda della vostra indole, ti tenervi accanto o una mazza e un cuscino, oppure una scatola di fazzoletti. Oppure il Valium & VOV di prima. Vedete voi.   Bunker diary è un libro che fa male. Che ti denuda, ti fa arrabbiare, restare allibito e incredulo. Io penso che sia tutto, tranne che uno young adult.
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Recensione: Un pallido orizzonte di colline

Un pallido orizzonte di colline

di Kazuo Ishiguro

Tornassi indietro, leggerei questo piccolo libro piano piano, accompagnandolo con del matcha e magari qualche mochi. E invece è andata così, l’ho letto in un sorso, più lungo e saporito di quello di una tazza di tè, quello sì, rimasto caldo e avvolgente per tutto il tempo. Ma pur sempre in un sorso.

In questo primo romanzo del Nobel Ishiguro, Un pallido orizzonte di colline, è Etsuko che ci parla a mezzo di una scrittura nobile, calma e delicata. Ricordando la sua vita a Nagasaki, nel periodo della guerra, Etsuko corre con il pensiero a quella donna complessa, difficile e misteriosa che conobbe ai piedi di una collina e che assieme alla sua bambina, viveva precariamente sognando l’America, il cambiamento, la svolta. America che divide generazioni, ideali e linee temporali.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il club degli uomini

Il club degli uomini

di Leonard Michaels

Sarò molto breve in questa recensione. Breve come questo libro, Il club degli uomini, di Leonard Michaels, che in poco più di cento pagine narra di un incontro serale tra sette uomini, quasi sconosciuti, che diventa rapidamente un delirio incontrollato. Breve perché dopo averlo letto tutto d’un fiato con indubbio interesse, dopo aver sorriso e curiosato nelle vite di questi sette uomini, in mano non mi è rimasto granché.

Certo, riconosco l’enorme capacità di Michaels di interessare il lettore, mi piace la sua scrittura pulita, sintetica, essenziale. E gli riconosco anche la capacità di saper fare un romanzo con comuni e quotidiani spunti.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Come un giovane uomo

Come un giovane uomo

di Carlo Carabba

Esiste un modo consono, un modo logico, uno più o meno educato, di reagire quando si apprende la morte di una persona cara? E cosa ci succede, dentro, se inaspettatamente e quasi contro il nostro volere, non riusciamo a comportarci nel modo che gli usi, le consuetudini e la coscienza richiedono in queste circostanze? Per quanto tempo il senso di colpa può giudicarci?

Come un giovane uomo è un romanzo autobiografico nel quale Carlo Carabba, con l’uso di una scrittura estremamente ricca, rivive e analizza con lucida autocritica le sue reazioni alla notizia di un’amica entrata in coma. Una notizia che apprende lo stesso giorno in cui, dopo lunghi anni di attesa, finalmente a Roma cade di nuovo la neve. Giorno che per tale avvenimento soltanto avrebbe voluto ricordare ma che invece lo porta a fare scelte sulle quali non smetterà più di riflettere, di ritornare, di mettere in dubbio e rivalutare.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Nel cuore della notte

Nel cuore della notte

di Marco Rossari

Me lo ricordo quel periodo, attorno ai 18 anni, in cui avevo registrato su un’audiocassetta i dialoghi di un intero film. Riesco ancora a sentirli, i toni di voce, alcune battute, le sensazioni provate.

Anche il poeta protagonista del romanzo “Nel cuore della notte“, scritto da un magistrale Marco Rossari, fa lo stesso. Passa notti e notti ad ascoltare, non un intero film, ma una parte di esso, un dialogo preciso. È tratto da “Paris, Texas” di Wim Wenders.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: La scomparsa di Josef Mengele

La scomparsa di Josef Mengele

di Olivier Guez

“Ho fatto solo il mio dovere”. Il medico nazista Josef Mengele ripete questa frase con ossessione. La ripete a se stesso, a chiunque punti il dito verso di lui accusandolo di omicidio e la ripete a suo figlio, quando speranzoso cerca negli occhi del padre un barlume di pentimento.

La ripete perché non capisce cosa ci sia di sbagliato in quello che ha fatto, in ciò che lui è stato. Un uomo colto e distinto, medico e antropologo, che si è messo al servizio del mondo intero ad Auschwitz.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Parlarne tra amici

Parlarne tra amici

Di Sally Rooney

“Mi è piaciuto”, mi sono detta appena ho finito il libro. “Si si, mi è piaciuto questo “Parlarne tra amici”, non capisco perché la Roby non ne sia entusiasta. Ora metto giù una bella recensione chiara, lineare e le faccio cambiare idea”. Prendo i micro appunti scritti nel microquadernodalettura, apro il notepad sul notebook e comincio a trascriverli. E cancello. Scrivo e cancello. Si contraddicono. Continuamente.
“Questo libro è un gran caos”, penso.

E in effetti, Parlarne tra amici, di Sally Rooney, è un gran trambusto. Di emozioni, di sentimenti contrastanti e contraddetti, di orientamenti sessuali dai contorni sfumati, scoperti, taciuti e poi rivalsi, di scelte non fatte oppure fatte ad minchiam (si può dire regia?). Un caos che rispecchia quello interiore tipico dell’età delle due protagoniste, Frances e Bobbi, universitarie poco più che ventenni molto alle prese con le prime storie importanti della loro vita e troppo poco alle prese con le decisioni necessarie a salvaguardarle. Cosa che io a quell’età invece ho fatto benissimo…        >> CONTINUA A LEGGERE