Recensione: Addio fantasmi

Addio fantasmi

Di Nadia Terranova

Ida Laquidara è una donna sposata ormai. Una donna con dentro un’altra donna, la bambina che è dovuta crescere troppo in fretta a tredici anni, rimasta incastrata tra una madre disorientata, responsabilità illogiche e l’apatia di un padre corroso dalla depressione. La bambina che non ha mai smesso di chiedersi che cosa sarebbe dovuta essere perché lui non l’abbandonasse, non se ne andasse senza spiegazioni e perché una volta almeno non l’avesse voluta cercare.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: La tregua

La tregua

Di Mario Benedetti

[ !ATTENZIONE SPOILER! ]   Partiamo dalla trama, come si conviene: c’è un uomo apatico che sta per compiere cinquant’anni ma sembra ne abbia novantadue che Gandalf in confronto pare Jovanotti ai tempi di “Gimme five”. Questo uomo, Martìn, ha tre figli, due maschi e una femmina che dobbiamo ringraziare il cielo siano vivi (perché la moglie invece no) dato l’entusiasmo con il quale li ha cresciuti e verso i quali si interessa amorevolmente al punto che uno è malatissimo ma prima o poi passa, l’altro è pure molto malato nel senso che è gay (no comment), scompare di casa e lui semplicemente aspetta che si faccia vivo ricordandosi della sua esistenza/assenza nei giorni pari del calendario. Nemmeno tutti. E accendiamo un cero per la figlia che non diventa prostituta anche se certamente tutta finita non lo è visto che esce di nascosto, per parlare di lui, con la nuova fiamma del padre, sua coetanea. Eggià. Perché questo è il cuore del romanzo: il nuovo amore del protagonista, la giovane Avellaneda. E possiamo proprio definirla la sua metà, visto che ha venticinque anni scarsi contro i cinquanta di lui. Arrivata dunque nel bel mezzo dell’eccitantissima vita di Martìn, il cui massimo picco di esaltazione è vedere vecchie foto assieme a un amico di cui non ricordava nemmeno l’esistenza, il lettore a ‘sto punto si aspetta verso di lei fuochi d’artificio, acrobazie fisiche e gesti traboccanti di attenzioni e rispetto. Macché.   Dopo aver appurato che la fanciulla, nonostante il suo corpo secco (nulla a che vedere con quello della fu-moglie che lui non stimava affatto, però che fianchi ragazzi) può interessargli se somma tuuuuuuutte le caratteristiche, Mr. Martìn inizia a decidere per lei che cosa sia più giusto e cosa meno. Per cui no che non ti sposo, no che non ti dico che ti amo ma intanto prendo un appartamento per noi due in cui possiamo stare (ebbravo) e appena vado in pensione, cioè tra sei interminabili mesi, molli il lavoro anche tu e stai a casa con me. Tanto mica può davvero voler lavorare una donna di ben venticinque anni che ha trovato cotanta saggezza e vitalità. Suvvia. E per testare la devozione di ella, le organizza pure un bell’incontro casuale con la sua figliola poco finita, in un caffé. Avellaneda è talmente entusiasta che se potesse sgozzarsi con i cocci di una tazzina si sentirebbe meno in imbarazzo. Invece lo ringrazia per il bellissimo gesto altruista. Un tripudio di autostima insomma. Nulla da aggiungere, no? Grande uomo, grande amante, grande padre.   Certamente, per me, non grande libro. Che mi ha prima annoiata a morte e poi innervosita non solo per la leggerezza dei molti temi affrontati (compreso il suicidio che in questa stroncatura ironica non ho volutamente incluso) ma per la visione totalmente maschilista e ipocrita del protagonista. O forse dell’autore stesso.   Certo, possiamo considerare in sua difesa (?) tempi e luoghi – Uruguay, anni ’50 – ma non possiamo certo gioire dell’odierna diffusione di simili vedute.   Infine un cenno sullo stile: quale?

Descrizione

“Signore maturo, esperto, posato, quarantanove anni, senza gravi acciacchi, ottimo stipendio”: cosi si descriverebbe Martin Santomé, il protagonista di questo piccolo classico della letteratura sudamericana. Schiacciato dalla noia di una vita da impiegato di commercio, vedovo con tre figli ormai grandi, guarda al trascorrere del tempo con tranquilla disillusione. E tutto rimarrebbe immobile fino al suo pensionamento, se in ufficio non venisse assunta la giovane Avellaneda, timida e chiusa in una silenziosa bellezza: per lei Santomé sente nascere un amore insperato, che lo porterà a vivere una relazione clandestina, rimettendo il tempo in movimento. Come Svevo in “Senilità”, “La tregua” racconta la capacità straordinaria che ha la vita di prendere il vento e gonfiare le vele, per poi tornare alla quiete della bonaccia.

Scheda del libro

Genere: Narrativa contemporanea
Editore: Nottetempo
Collana: Narrativa
Data uscita: 16/10/2014
Pagine: 241
ISBN: 9788874525188        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Il ramo spezzato

Il ramo spezzato

Di Karen Green

Ieri, in occasione del non-compleanno di David Foster Wallace ho letto questo libro, “Il ramo spezzato“. Lo avevo preso di proposito, tenuto per la ricorrenza. Non è scritto da lui ma da sua moglie, Karen Green. E l’ho letto ascoltando della musica fusa con la pioggia, pioggia debole, ma così instancabile da indebolire le fronde malferme.

Questo libro è fatto di Poesia creata con il Dolore.
Il dolore della mancanza, del vuoto da riempire a tutti i costi senza dannatamente sapere come.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: Resto qui

Resto qui

Di Marco Balzano

Siamo in Trentino-Alto Adige, 1950 e Trina, maestra elementare, ripercorre e racconta a una figlia inconsapevole tutto ciò che è stata la sua vita, plasmata e diretta dagli eventi storici che hanno cambiato non solo le persone attorno a lei ma anche i luoghi in cui è cresciuta.

La spiazzante relazione madre-figlia ha dominio costante su tutta la vicenda, è un chiodo fisso, un pensiero ricorrente. Sia per il lettore che per Trina, la quale richiama alla mente particolari e dettagli sfumati di una tempo lontano, di un sogno sfrangiato, rubato o forse reciso, alternandoli a quelli vividi di un passato per nulla passato.        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: L’avversario

L’avversario

Di Emmanuel Carrère

Vi sentite tranquilli vero, lì dove siete ora, dico, a leggere queste righe? E in generale, dove vi sentite più tranquilli, dite, a casa? A casa, certo, tra gli oggetti che avete scelto, tra i visi che conoscete da una vita, al fianco della persona che amate. Quella persona, proprio quella e non un’altra.
Forse.

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Recensione: Il silenzio coprì le sue tracce

Il silenzio coprì le sue tracce

Di Matteo Caccia

Ne “Il silenzio coprì le sue tracce” di Matteo Caccia, è imponente la forza selvaggia della natura, degli alberi, delle montagne. Bastano poche pagine per trovarsi a camminare nei boschi, sentire sulle braccia il freddo pungente delle cime innevate.

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Recensione: In Albis

In Albis

Di Nivangio Siovara

Credo sia capitato a chiunque, in famiglia, di dire quel “sì” che invece vorrebbe essere un “no”. Di fare una tal cosa in nome del dovere, senza provare realmente gioia nel farla. Compito mio, compito tuo, suo. Occorre farlo.
Nei tempi, mi raccomando.

“Giustificarsi con Scusi ma c’era traffico… è come dire Scusi il ritardo ma l’attrito dell’aria m’ha molto rallentato”        >> CONTINUA A LEGGERE

Recensione: La figlia del sarto

La figlia del sarto

Di Paolo Caponetto

Qui occorre proprio partire dalla fine. E non per rovinarvi la lettura, ci mancherebbe. Ma perché sarà proprio durante le ultime pagine di questo romanzo che vi cascherà la mandibola per terra. E poi dal soffitto, se non dal cielo o attraverso qualunque tetto, inizieranno a piovere sulla vostra testa molteplici puntini di domanda. E osservandoli scendere pian piano, leggeri, resterete lì immobili come pali, tappandovi la bocca mentre senza controllo ne esce ben chiara la vostra esclamazione preferita.

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Recensione: Destinatario sconosciuto

Destinatario sconosciuto

Di Kressmann Taylor

“Destinatario sconosciuto” è un breve romanzo epistolare rimasto pressoché sconosciuto per sessant’anni: dal 1938 quando Kressmann Taylor (il cui vero nome è Kathrine Taylor; Kressmann è il nome di battesimo del marito) lo vide pubblicato sulla rivista “Story” di New York sino al 1999 quando, tradotto in francese e trasposto nell’omonimo film di W. C. Menzies, divenne un best seller e conobbe la fama mondiale.

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