Parlarne tra amici di Sally Rooney

“Mi è piaciuto”, mi sono detta appena ho finito il libro. “Si si, mi è piaciuto, non capisco perché la Roby non ne sia entusiasta. Ora metto giù una bella recensione chiara, lineare e le faccio cambiare idea”. Prendo i micro appunti scritti nel microquadernodalettura, apro il notepad sul notebook e comincio a trascriverli. E cancello. Scrivo e cancello. Si contraddicono. Continuamente.
“Questo libro è un gran caos”, penso.
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Nemico, amico, amante… di Alice Munro

Sapevo che la Munro è molto amata, e premiata, per la sua capacità di indagare negli animi, non solo femminili, e con l’indiscussa dote di saper fare avanti e indietro nel tempo narrativo dei suoi racconti sorprendo il lettore e arricchendo la storia di passaggi tutt’altro che banali. Detto ciò, però, questi racconti non mi hanno entusiasmata. Li ho trovati a tratti vuoti, trascinati, fini a se stessi (senza sconvolgenti riflessioni da farci) e spesso noiosi ma soprattutto con personaggi poco caratterizzati che alla fine del libro sono tutti un pastrocchio. L’unico racconto che ho vissuto con un pochino di entusiasmo, forse perché una storia davvero poco comune, è stato Queeny. Tre stelline su cinque, via.        >> Continua a leggere

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Uomini e topi di John Steinbeck (Trad. Pavese)

Un breve romanzo malinconico, impeccabile nello stile e nella capacità evocativa di luoghi e profumi; il tempo di leggere poche pagine e si è subito immersi nei territori e nelle ingiustizie americane della California degli anni ’30.
Sogno, è il fil-rouge che tiene uniti i due protagonisti, Lennie e George, e tutti i personaggi, ognuno di loro ben caratterizzato, tutti importanti, nessuno superfluo. In questi paesaggi polverosi, i lavoratori passano i giorni alla mercé di padroni arroganti, raccontandosi la speranza di un futuro che pare non possa arrivare mai.
A pagare per primi, come sempre, i più deboli, i diversi, in un epilogo che lascia senza parole.        >> Continua a leggere

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La bella Cassandra by Jane Austen

Che Jane Austen avesse un delizioso senso dell’umorismo è chiaro a chiunque abbia letto almeno una sua opera ma in questo volumetto, che raccoglie storie e bozze scritte tra il 1787 e il 1793 per deliziare la propria famiglia e ridere delle convenzioni dell’epoca, si coglie davvero tutta l’ironia di cui era capace. Una piccola perla da recuperare assolutamente per gli amanti della Austen da leggere in una pausa che lascia il sorriso sulle labbra.        >> Continua a leggere

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Ventiquattr’ore nella vita di una donna di Stefan Zweig

Sino a che punto ci si può spingere per seguire una persona sconosciuta, la propria e l’altrui follia mettendo in discussione valori, affetti e morale?
In “Ventiquattr’ore nella vita di una donna” Zweig ci trascina in un vortice di sentimenti, di imprevisti, atti coraggiosi e immense umane debolezze che cambieranno per sempre la vita della protagonista. Perché si può programmare anche la più spettacolare delle giornate ma non si può programmare l’istinto.        >> Continua a leggere

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Il club delle lettere segrete di Angeles Donate

Il club delle lettere segrete mi ha ricordato, chissà poi perché, La tredicesima storia, della Setterfield. Eppure non ci sono molti punti in comune se non quello che per entrambe le storie si riesce vividamente a respirarne l’aria delle quali sono intrise: quella dei boschi, delle pietre, dei  piccoli paesi con le case calde e vissute e anche abbandonate. L’aria della pioggia e quella dei libri. E della poesia, che accomuna inconsapevolmente i personaggi che in questo libro si ritrovano, tra loro e in primo luogo con se  stessi. Ma soprattutto, questa storia parla di lettere e come attraverso esse si riesca a parlare davvero di tutto.        >> Continua a leggere

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