Non sopporto
mercoledì, febbraio 24th, 2010Non sopporto le persone che si lamentano.
Io, adesso, mi sto lamentando del fatto che non sopporto chi si lamenta. Mi sto lamentando di me stessa, of course.
Ecco, il concetto è espresso perfettamente.
Prendendo atto del fatto che in questo momento io mi sto lamentando di me stessa subendo l’atteggiamento e l’umore di chi si lamenta, ritengo altrettanto valida l’ipotesi che chi si lamenta per del “mobbing” per “ingiustizie lavorative” o per “favoritismi”, si stia altresì lamentando di sè stesso medesimo.
Ora, la differenza tra chi vive il momento sapendo di lamentarsi di sè stesso e chi invece subisce il momento attribuendo in toto la causa del suo umore ad atteggiamenti di terzi,
sta nell’essere cosciente, nel primo caso, che ci si sta lamentando di sè stessi.
Atteggiamenti quindi come “mobbing” esistono con il presupposto che ci sia qualcuno da “mobbare”. Scene di vittimismo esistono con il presupposto che ci sia sul palcoscenico un carnefice ed una vittima.
Prendere semplicemente coscienza del fatto che ci si sta lamentando di sè stessi, ritengo sia un grosso passo in avanti per scrollarsi di dosso il senso di impotenza.
Fatto ciò, è lecito – con coscienza – lasciarsi andare, crogiolandosi, a goderecci momenti di auto.commiserazione.
Attimo che concludo, archivio e conserverò unitamente al ricordo di un pomeriggio veramente blu dopo giorni e giorni di cielo grigio!















